domenica 3 giugno 2012

WEEK-END AD ALLEGHE:

Alleghe e dintorni.
La nostra meta è di raggiungere Alleghe ma dopo avere letto che a Canale d’Agordo sulle facciate delle case si possono ammirare dei bellissimi affreschi risalenti al 1600 - 1700 hanno vinto la curiosità e l’interesse. Cosi, giunti a Cencenighe, abbiamo svoltato a sinistra per Cavalese e, percorsi 4,5 km, siamo giunti al bel paesino di Canale d’Agordo. Paese che risale al 1185 citato nella bolla di Papa Lucio III. Si entra in paese attraversando il ponte sulTorrente Bios  


e subito ci accoglie la bella piazzetta
cinquecen-tesca su cui domina la Chiesa Arcipretale di S. Giovanni Battista  sorta attorno al 1300.  

                                       




Iniziamo la visita incamminandoci lungo le vecchie e strette stradine dove ancora si possono osservare i “tabià” (fienili), veri monumenti all’enorme fatica contadina. Notiamo anche diverse antiche fontane. 



 Camminiamo con gli occhi rivolti alle facciate delle case. Ad un tratto ed eccoli là gli affreschi murali, un po’ rovinati per la verità, ma proprio per questo ancora più interessanti. Sono pitture di arte popolare a sfondo religioso o ex voto per grazie ricevute. 




La casa più affrescata si trova nella Piazzetta Tancon ed è l’ex Casa delle Regole, ovvero, dell’organizzazione comunitaria con poteri e dignità uguali per tutti i capi famiglia. Ci spostiamo poi ad Alleghe ((m.978), 
nostro punto di partenza per l’escursione di domani mattina. C’è ancora il sole alto così ci concediamo un giro sul lungo lago dove, gioia per gli occhi, ci sono piccoli balconcini pensili sulle cristalline acque, arricchiti con magnifici fiori. Sullo sfondo vediamo il Col di Lana.



Il Monte Civetta viene citato per la prima volta in un documento del 1665 con nome di Zuita. Il toponimo si fa risalire alla parola latina “civitas”, infatti la grande muraglia della parete nord-ovest può dare l’impressione di una città “turrita e merlata”






Secondo giorno.
Ci portiamo a Pian di Pezzè  con la funivia (m. 1452). Ci incamminiamo su larga carraia, in leggera discesa ed, in breve, arriviamo al ristoro Fontanabona, sentiero n. 564. Oltrepassiamo la sbarra e percorso il grande prato arriviamo sulla carraia che conduce a Forcella di Alleghe (ore 1,10 - m. 1823). Di qui, andando diritto, si svalica in Val Zoldana. Noi andiamo a destra e, poco dopo, incominciamo a salire su sentiero n. 556 che porta al rifugio Coldai. 
  





E’ una lunga e ripida salita con bella vista sul Monte Pelmo (ore 2.15 m. 2132). Dopo una buonissima fetta di strudel, ancora caldo, ci incamminiamo verso la Forcella Coldai, sempre su sentiero 556 ed anche alta via n.1.













Dalla Forcella (ore 2,25 - m. 2191) la vista spazia su varie vette compresa la Marmolada.




Il lago Coldai, (m. 2143) è un vero gioiello incastonato alla fine della paretona del Civetta ed in posizione paesaggistica davvero coinvolgente. Di fronte, alla Marmolada. Sotto, 1300 metri più in basso, si vede Alleghe con il suo lago. 

















Si prosegue sul sentiero 560 che passa alla destra del lago.
Si attraversa il ghiaione alla base della paretona del Civetta. I segnavia, ad ogni modo, vanno a dx , in discesa, per poi risalire più avanti per il Rifugio Tissi. 


Ma noi abbiamo optato per il ghiaione dove c’era da superare anche qualche tratto con neve ghiacciata, senza però alcuna difficoltà.




Giunti al Rifugio Tissi (ore 4.15 - m 2250) vale davvero la pena di salire ancora le poche decina di metri che portano alla Cima del Col Rean (m.2296) dove la vista spazia sulle cime del...











Cristallo, della Croda Rossa, del Cadini e Sorapis, della Marmolada e di altri ancora. 










Per il ritorno percorriamo il sentiero n. 563 che subito inizia a scendere infilandosi dentro al bosco. Il suo fondo, da subito, è a sassi sconnessi, poi peggiora quando lo si abbandona per deviare a destra e dove si incontrano alcuni tratti attrezzati. 




E' una ripida e lunga discesa di 1300 m. che mette a dura prova gambe e schiena. Una sosta al piccolo rifugio di Casera di Casamatta (ore 5.30 – m. 1675), una bella struttura in legno con letti e vettovaglie, aiuta a riposare le ginocchia. 

Poi giù, ancora di brutto, fino alla cascata del Ru Col Alto     
(ore 6,30 - m.1100). A questo punto finalmente la discesa è terminata e, poco dopo, si giunge alla strada asfaltata che si deve percorrere voltando a destra e, dopo circa un chilometro, si è giunti ad Alleghe.


Tempo: ore 7,10 + le soste
Dislivello: m 844 in salita e 1318 in discesa

E’ un’escursione, senza alcun dubbio, gratificante ma abbastanza faticosa, soprattutto per la lunghezza e la notevole discesa.


anna

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martedì 22 maggio 2012

17 giugno - escursione alle Cascate del Dardagna

Per raggiungere il luogo. 
Da Lizzano in Belvedere si prosegue per Vidiciatico, La Cà, Madonna dell'Acero. Qui si parcheggia l'auto e ci si incammina sul sentiero n. 333 che si inoltra in una magnifica faggeta. Dopo circa 15 Minuti si giunge alla prima spettacolare cascata. Il percorso poi si innalza caratterizzato da alcuni scalini ed alcune staccionate in legno. Le cascate sono ben visibili ed, alcune, raggiungibili fino alla loro base dove si formano piccoli laghetti.

Anche se per alcuni, può essere un notevole viaggio, raggiungere questo luogo, la generosa natura donerà loro, uno spettacolo che ripagherà ampiamente qualunque distanza sostenuta. Noi andremo, nuovamente, domenica 17 giugno 2012: chi desidera partecipare può contattare 
Anna Boschi - e-mail piccoloedada@tiscali.it. Partenza in pullman da Faenza (RA).

giovedì 17 maggio 2012

Tracimazione Diga di Ridracoli 8 maggio 2012

"Irresistibile attrazione"
Siamo saliti in religioso silenzio, il rumore dell'acqua veniva fermato, ovattato dal fitto bosco.
Non c'era la certezza della tracimazione, ma ci speravamo. Poi.... eccola là, spumeggiante e trionfante la vediamo scendere libera per continuare la sua corsa verso un destino ignoto, ma libero, senza barriere,  

a contatto con quell'alveo che lei stessa ha creato per andare alla sua grande casa.....  anna

mercoledì 25 aprile 2012

2° Viaggio in Giordania dal 10 al 17 aprile 2012

Già nel 2009 feci questo splendido tour e ne rimasi talmente entusiasta che ho voluto ripetere l'esperienza. Consiglio a tutti di farlo almeno una volta. 
Tour Operator "Cecilia" (prima da sinistra) referente del Turchese - sempre gentile e disponibile!
La nostra Guida  "Mahdi Yanes", parlante un eccellente italiano, con una profonda conoscenza dell'antica storia dei popoli che hanno colonizzato queste particolari terre. La sua conoscenza spazia dall'architettura, all'economia, socio politica, aneddoti, vita quotidiana e molto di più. Genuino, sensibile verso il suo popolo e verso di noi, ci a guidati, non solo a visitare i luoghi, bensì a farci comprendere il sentimento di amore e fratellanza che lega questo popolo.

Il primo giorno abbiamo fatto scalo ad Aqaba (antica Ayla) dove abbiamo dormito le prime tre notti. Aqaba ha una storia che risale ai tempi pre-biblici, quando era conosciuta col nome di Ayla. A partire dal 106 d.C. i romani utilizzarono Ayla come città portuale data la sua posizione strategica all’estremità orientale del Mar Rosso. E' sempre stato un luogo di primaria importanza per il commercio. Nel XII secolo i Crociati si impossessarono della città, poi vennero i sultani Mamelucchi dell’Egitto che le diedero il nuovo nome Aqaba. Seguì poi il dominio degli Ottomani che regnarono per quattro secoli. Gli Ottomani poi la persero nel 1917 nella famosa battaglia con le forze arabe alleate a T.E. Lawrence. Gli inglesi assicurarono Aqaba alla Giordania nel 1947, alla fine della seconda guerra mondiale.
Oggi Aqaba, grazie al suo porto (unico porto della Giordania), alla sua posizione strategica per le rotte commerciali tra la Siria e la Penisola Araba, ai reperti trovati negli scavi dell’antica Ayla, è da considerarsi una ridente e vitale città dove l’accoglienza non ha pecche e dove la gentilezza, la cortesia e l’educazione sono proprie di ogni suo abitante. 
Visita a Petra, conosciuta come terra dei Nabatei, ma in realtà, svariati millenni prima, la zona fu abitata dagli uomini dell’età della Pietra e dagli Edomiti. Geograficamente si trova nella grande fossa tettonica siro-africana (la Rift Valley), quella lunga ferita della crosta terrestre che parte dalla Turchia sud-orientale, forma la valle del Giordano, la depressione del Mar Morto, il letto del wadi 'Araba, risale ad Aqaba, sprofonda nel Mar Rosso e va a urtare nella costa settentrionale del Monzanbico. Petra si trova ad est del wadi ‘Araba. Oggi Petra è un mito, un museo a cielo aperto, un luogo surreale e fantastico. 
Famosa per le sue tombe, il Siq, le antiche abitazioni scavate nella roccia,
il “Tesoro” 
(tomba del Faraone)
l’Anfiteatro romano, il Dicomano 
e le fantastiche pareti di roccia con una colorazione che va dal rosa chiaro al rosso fuoco con striature che tendono al viola. Uno spettacolo che non ha eguali...e pensare che appena mille anni fa in questa zona si coltivavano cereali come orzo e grano, alberi da frutto, ulivi, viti e gli animali pascolavano su verdi prati.
Wadi Rum (Wadi Ramm)
Escursione nel Wadi Rum (il deserto dei Beduini).Difficile da descrivere l’emozione che si prova facendo un viaggio nel deserto conosciuto come “Valle della Luna”. Si, è vero è una valle, una valle di sabbia rosa con sfumature rosse, una valle che lascia vagare lo sguardo fino all’orizzonte, in cui enormi rocce spuntano improvvisamente, levigate e modellate dal vento al punto da formare figure strane.
Giordania 319
Grande è anche l’accoglienza dei Beduini (abitanti del deserto). Anche se sappiamo bene che sono lì perché di li passano i turisti, la loro dignità è intatta, le loro tende sono accoglienti. Chissà se le tende dei Beduini che vivono veramente il deserto, quelli che tutti i giorni devono combattere con la mancanza di acqua e di cibo, si differenziano molto da quelle che abbiamo visto noi. Oggi siamo andati là, ci hanno portano a fare un giro con i fuori strada appositamente sistemati per farci stare comodi. Sappiamo che non è questa la vita del deserto ma ci siamo emozioniati ugualmente perché la realtà la si può immaginare. Se si pensa che la zona del Wadi Rum fu abitata già dal Paleolitico e che un tempo era terra di pascolo, è chiaro il processo di desertificazione che nelle migliaia di anni ha eroso e scolpito le sue montagne, così come ha forgiato il carattere dei suoi abitanti. Gente forte e fiera, capace di vivere, ancora oggi, in un ambiente inospitale in cui noi non potremmo resistere più di qualche giorno.
Giordania 655589La Via dei Re: Karak, Madaba, Monte Nebo, Amman. 
Al-Karak è dominata dall'imponente castello crociato. Situata al sommo di una collina a circa 950 metri sopra il livello del mare, è circondata su tre lati da una valle. Da queste alture è possibile ammirare una splendida vista sul Mar Morto. La costruzione del castello crociato ebbe inizio negli anni quaranta del XII secolo per iniziativa di Pagano, vassallo del Re Folco e fu nota col nome diPetra Deserti. Impossibile descriverne tutte le vicissitudini.Mi limito a dire che la visita è estremamente interessante e che ora ospita il Museo archeologico di Al Karak, riaperto al pubblico nel 2004 dopo lavori di rinnovamento.
Giordania 532Madaba, la "città dei mosaici", si trova a circa 35 chilometri a sud-est di Amman ad un'altezza di 730 metri sul livello del mare.
Per la prima volta si parla di Madaba nel quarto libro del vecchio testamento, ma il ritrovamento di un reperto dell'età del ferro porta la datazione dei primi insediamenti di Madaba a molto tempo prima.I bizantini ornarono le 15 chiese con splendidi mosaici, ma nei secoli VII e VIII, a causa di saccheggi e terremoti, la città si spopolò.
Solo nel 1880 un migliaio di famiglie provenienti da Karak la ripopolarono, anche se utilizzarono i resti degli antichi monumenti come materia prima per costruire le proprie abitazioni.
Giordania 565
Siamo saliti poi a Monte Nebo, in arabo (جبل نيبو, Jabal Nībū ). E' una cresta montuosa alta circa 817 metri s.l.m. in quella che è oggi la Giordania occidentale. Dalla sua sommità la vista è di grande respiro e, nelle giornate limpide, permette di godere del panorama sulla Terra Santa , il Giordano ed il Mar Morto. Qui si trovano i resti di una chiesa costruita una prima volta nella seconda metà del IV secolo a memoria del luogo dove si dice morì Mosè. La scultura cruciforme con serpenti di rame intrecciati, sopra il Monte Nebo, è stata creata dall'artista italiano Giovanni Fantoni. Ricorda il Nehushtan, il serpente di rame creato da Mosè:
Poi Mosè salì dalle pianure di Moab sul monte Nebo, in vetta al Pisga, che è di fronte a Gerico. E il SIGNORE gli fece vedere tutto il paese: Galaad fino a Dan,tutto Neftali, il paese di Efraim e di Manasse, tutto il paese di Giuda fino al mare occidentale, la regione meridionale, il bacino del Giordano e la valle di Gerico, città delle palme, fino a Soar. »"Deuteronomio, 34 1-5", ...


Nel tardo pomeriggio siamo giunti ad Amman, la capitale della Giordania. Abitata fin dal 6500 a.C., anch’essa dominata da varie popolazioni, Amman gode di un clima mediterraneo e le stagioni generalmente sono più miti rispetto ad altri luoghi della regione.
Visita ai castelli del deserto. E’ stato questo un viaggio fantastico dove abbiamo visto un altro tipo di deserto chiamato deserto nero, infatti la sabbia ha una colorazione scura. 
Visita ai castelli del VII, sec.
Amra con i suoi affreschi
l'imponente fortezza di Kaharana, 
Arzak dove Lawrence d’Arabia fissò il suo quartier generale.
Jerash (arabo: جرش‎), l'antica Gerasa, è la capitale dell'omonima regione giordana, nel nord del paese, a circa trenta chilometri dalla capitale Amman chi ne vuole sapere di più clicca http://it.wikipedia.org/wiki/Jerash

proseguimento per Ajlun e per il famoso castello arabo di Qalaat al Rabat, noto come Fortezza di Saladino.
Visita al castello di Araq El Amir. Il nome significa "caverna del principe". Costruito nel II sec. a.C., ricostruito da una missione francese, conserva un altorilievo con raffigurato un enorme leone, proprio alla porta nord d'ingresso. Questa porta è da ricordare perché presenta come materiale da costruzione i blocchi più grandi che siano mai stati usati in una costruzione del genere in tutto il Medio Oriente.      

punto zero.....poi si scende
"Betania" è il luogo dove si pensa sia stato battezzato Gesù), rimane a circa sette chilometri dal Mar Morto
Il mar Morto si trova nella depressione più profonda della Terra, a 413 metri sotto il livello del mare. Lungo 76 km e largo 16 ha una superficie di 650 km². L'acqua è troppo salata (300g di sale per litro di acqua) per consentire qualche forma di vita, fatta eccezione per i batteri: da qui il nome mar Morto. Le sue acque erano conosciute fin dai tempi dei Romani per le loro proprietà curative.


Un tempo aveva come immissario il Fiume Giordano, ma oramai da diverso tempo la sorgente del Giordano è secca e non esistono più  neanche emissari di questo mare. E’ perciò un mare destinato a prosciugarsi dato che il suo livello diminuisce di un metro all’anno.
Il nostro viaggio è finito si ritorna in Italia 
Giordania 1228
ma non escludo di ritornarci...... anna