Visualizzazione post con etichetta crinale dei cento laghi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta crinale dei cento laghi. Mostra tutti i post

martedì 21 agosto 2012

Due giorni sul crinale dei Cento Laghi

Escursione sul Crinale dei Cento Laghi. Destinazione Prato Spilla,


Il luogo è raggiungibile:
da Parma transitando per: Langhirano, Pastorello, Lagrimone, Ranzano, Prato Spilla.


da Aulla transitando per: Varano, Passo del Lagastrello, Prato spilla.


Primo giorno: partenza da Prato Spilla (m. 1361) per il Lago Ballano. Si oltrepassa il Ristorante Albergo Prato Spilla, si va a destra, si scende al ponticello in legno e si prosegue su largo stradello. Dopo un buon tratto in piano (ore 0,23 - m. 1377) si svolta decisamente a sinistra, su stretto sentiero in ripida salita dentro al bosco. In questo tratto si incontrano alcune piazzole di vecchie carbonaie. Volgendo lo sguardo a destra si intravede il luccichio delle limpide acque del Lago Ballano. Ma per arrivarci c’è da fare un ampio giro. Dopo alcuni saliscendi si giunge alla strada ghiaiata (ore 1.04 - m. 1548). Se si va a destra si scende al lago Ballano; andando a sinistra si scende al Lago Verde (sentiero n. 707), raggiungibile in pochi minuti.
 Lago di origine tettonica-glaciale che si trova nella Val Cedra, incassato tra il Monte del Lago, il Monte Torricella ed il Monte Bragalata. Usato per scopi idroelettrici le sue sponde sono state alterate. Nella rigogliosa vegetazione si possono osservare alcuni esemplari di Abete Bianco, usato in passato per la costruzione di navi, alcuni Tassi ed anche alcuni arbusti di rododendro. Si ritorna sui propri passi e si scende al Lago Ballano (ore 1.55 - m. 1346). Ora si risale su tranquilla mulattiera dentro al bosco, che porta a Prato Spilla (ore 2.20).


Secondo giorno: Prato Spilla, Lago Palo, Crinale dei Cento Laghi, Laghi Sillara e ritorno per il sentiero basso lungo il quale si incontra il Lago Martini.


Ci incamminiamo sulla pista da sci. Fatti circa cinquanta metri si svolta a sinistra su sentiero CAI 703/A. Questo sale ripido in mezzo al bosco. Il fondo a ciottoli fa pensare ad una antica mulattiera. In breve si giunge al Lago Palo (ore 0.30 - m. 1488). Anch’esso fa parte delle innumerevoli conche lacustri di origine glaciale che si trovano in questa fantastica zona. Si costeggia il lago sulla destra per l’esatta sua metà, poi lo si abbandona per salire a sinistra al margine del bosco fino a giungere alla Forcella del Lago (ore 1.00 – m. 1628). Ora si sale la dorsale di destra e ci si immette in uno stretto sentierino che taglia un fittissimo vaccinieto e che in breve porta alla sella fra il Monte Malpasso e Cima Canuti (ore 1.10 – m. 1683). 

Fantastica la vista sul Golfo de La Spezia, le Apuane, Monte Giovo con le sue antenne, l’Alpe di Succiso, Monte La Nuda e i Groppi di Camporaghena. Si va a destra cavalcando la stretta dorsale, ma senza alcuna difficoltà, verso Cima Canuti (ore 1.20 – m. 1730). Ora si prosegue per la seconda cima. Ancora una breve discesa ed una nuova salita a Cima Pitturina (ore 2.02 – m. 1733). Come si può capire stiamo cavalcando la schiena di un dromedario che, subito dopo, diventa la schiena di un drago; infatti si dovrà scendere su cresta a roccette alquanto esposta. E’ un tratto da percorrere con la massima prudenza fino a Foce Branciola (ore 2.15 - m. 1680). Ora, senza alcuna difficoltà, tranne la fatica, si sale a Monte Bocco (ore 2.40 – m. 1783). Qui si trova un grosso omino impilato. Si scende a Monte Uomo Morto (ore 2.50 – m. 1766) e si risale ad un’altra cima senza nome. Si prosegue per Passo Giovarello; in basso a destra si intravedono il Lago Martini, Capanna Cagnin e il Lago Verde. Ancora un buon tratto e si giunge a Passo Campione. Per i Laghi Sillara si va a destra; se si vuole salire a Cima Sillara si va diritto in ripida salita. Il nostro scopo è quello di raggiungere i Laghi Sillara, quindi andiamo a destra su sentiero a mezzacosta che porta, in breve, sopra i laghi. Un vero spettacolo, visti da questa posizione. L’ultimo tratto si fa su ripidissima discesa. Sensazionale è la vista delle acque di questi due laghetti; cristalline e di un blu intenso fanno restare senza parole (ore 4.10 – m.1730). Per il ritorno si prende il sentiero basso che transita da Passo Cavallo e scende al Lago Martini (ore 5.00 – m. 1709). Purtroppo le acque di questo laghetto si stanno prosciugando, un vero peccato perché qui vive il Tritone (Triturus alpestris), un piccolo anfibio simile ad una lucertola che appartiene al genere salamandridae e se il lago si prosciuga questo simpatico e raro animaletto va incontro a vita dura. Da questo punto si ritorna sulle piste da sci e, di seguito, si scende a Prato Spilla (ore 5.40 – m. 1351).

domenica 29 gennaio 2012

I nostri Appennini nelle quattro stagioni


« Gli Appennini sono per me un pezzo meraviglioso del creato. Alla grande pianura della regione padana segue una catena di monti che si eleva dal basso, per chiudere verso sud il continente tra due mari. [...] È un così bizzarro groviglio di pareti montuose, a ridosso l'una dell'altra,che spesso non si può nemmeno distinguere in che direzione scorre l'acqua
Lozzole, Monte Lozzole, Carzolano

 
Monte del fabbro visto da Ca' le Fosse
 
piccolo vulcano nella Valle del Montone
 
crinale spartiacque visto dalla sorgente del Fiume Savio
sentiero "00" direzione  Cupolino
Lago Scaffaiolo
 
Corno alle scale e Punta Sofia
 
Cupolino-Rifugio Duca degli Abruzzi, Spigolino-Cimone
 
Diga di Ridracoli
Crocus 
Casaglia e il crinale dell'Archetta visti dagli Allocchi
Passo di Croce Arcana
Monte Ischia
Altaretto - sul sentiero "00"
proseguimento dello "00"
Monte Rondinaio
verso Monte Giovo
Monte Giovo
Lago Santo Parmense
Monte Cella
vaccinieto
verso Monte Prado

idem
Monte Prado
in direzione delle Porraie
Corniolo S. Paolo in Alpe
Monte Zuccherodante
gli Appennini sono di tutti! Le emozioni che possono donare sono personali.....