giovedì 11 marzo 2021

BRENTO --- RICHIESTA DI PARTECIPAZIONE AD ORGANIZZARE L'ORTO

 Ciao amici

😊 se mi fosse permesso di andare a Brento, fra pochi giorni potrei vedere questo spettacolo! So che Brento, per fortuna, è frequentato anche in questo brutto periodo, spero che qualcuno mi invii qualche foto, come già è successo! Grazie!!! Non siamo completamente fermi qualche volontario, in possesso della partita IVA e con un incarico di lavoro, ben documentato, può andare, infatti, anche se lentamente, alcuni lavori proseguono. Spero vivamente che presto l'Emilia-Romagna cambi colore in modo da poterci recare ad organizzare l'orto, perchè non c'è solo da preparare la terra e seminare, ma anche da proteggere con una recinzione per impedire ai caprioli, cinghiali ecc..di entrare. Quando avremo via libera cercherò di organizzare una giornata "PRO' ORTO" sono certa che sarete in tanti a darci una mano. Sarà una giornata speciale all'insegna del lavoro SI' ma anche un ritornare ai lavori dei nostri NONNI/GENITORI, un "full immersion" per dirlo in termini moderni, in quei lavori che giornalmente si occupavano gli abitanti di BRENTO. Lavoreremo, ma canteremo, rideremo e vi assicuro una bel piatto di spaghetti ed un bicchierino del mio "rosolio" che molti conoscono e apprezzano" Sarà una giornata all'insegna della serenità e allegria!! VI HO CONVINTI? SPERO DI SI!!!😜😜😜🥰


sabato 20 febbraio 2021

SENTIERO N. 2 - AD ANELLO- PER BRENTO SANICO DA PIAZZOLA BRENTANA, BRENTO E RITORNO


Da Piazzola Brentana “S. Pellegrino” a Brento e ritorno. 



E’ questo uno dei sentieri più interessanti sia a livello storico che naturalistico, percorribile in tutte le stagioni, “tenendo presente, ad ogni modo, che in caso di forti e ricorrenti piogge potrebbero sorgere difficoltà per superare i guadi”.

Per raggiungere il luogo di inizio percorso: per chi proviene da Firenzuola, prima di giungere alla Canonica di San Pellegrino, si svolta a sinistra indicazioni “Via Brento - Piazzola Brentana”, per chi proviene da Imola dovrà oltrepassare la Canonica di San Pellegrino e, subito dopo la curva a gomito a sx, si svolta a dx, indicazioni “Via Brento - Piazzola Brentana”. La si percorre fino in fondo. Un evidente slargo permette di lasciare le auto.

Qui si trovano due cartelli verticali

Ci si incammina seguendo le indicazioni e dopo trenta metri si supera un primo guado. Sulla destra c’è una piccola casa chiamata (sulla carta) Ca’ del Monte; Ma in realtà un tempo era un mulino, “Mulino di Brento (basso) m.390”.  
Era un secondo Mulino rispetto a quello alto, definito una  “guadagnina”; funzionava con la stessa acqua. Non aveva praticamente la (gora o botte) Possedeva una sola macina (o palmento) molto antica, di conglomerato del diametro di 90 cm. Ha funzionato fino al periodo della guerra. Attualmente è una casa privata.

Di seguito si giunge al Mulino di Brento (alto) m.400, sul torrente Brentano sulla carta fosso Brentano




Attualmente di proprietà del Signor Liverani Lanfranco, La struttura  conserva ancora le mura originali. Era un  mulino del tipo “sul torrente” ma con botte non troppo grande, dato che la portata dell’acqua era notevole. Era presente nel catasto fin dal 1697, con un palmento (o macina) faceva parte dei bene che il Conte Ugolino di Castello vendette ai Fiorentini. Ha funzionato fini al 1946 con il mugnaio Nisio Gori.

Il percorso poi continua in salita e, per un buon tratto, si mantiene alto sulla destra idrografica del fosso. In ogni stagione, tranne in pieno inverno, si possono ammirare molteplici varietà di fiori. 



Poco più avanti troverete un cartello con scritto “Casa di Cappuccetto Rosso" in realtà è  un piccolo essicatoio per le castagne, in perfetto stato di conservazione che si trova a circa 50 metri dal sentiero. 










  1. Nel Medioevo le castagne diventano frutti conosciuti ed apprezzati come testimoniano i manoscritti di moltissimi uomini del tempo; nell'edizione di Parigi del 1486 il Cris de Paris attribuisce alle castagne provenienti dalla Lombardia il pregio di essere le migliori disponibili sui mercati della capitale francese, fatto che testimonia l'ormai affermata commercializzazione 

    1. Gli essiccatoi per antonomasia sono però quelli appositamente concepiti e costruiti per essiccare le castagne. Si tratta di piccole strutture a un solo vano inframmezzato da un graticcio ligneo, che sorgono sia presso le case d'abitazione sia in forma sparsa e isolata tra le selve (Wikipedia)



Innalzandosi il sentiero si avvicina al fosso, questo porta a dover fare alcuni guadi, ma senza alcuna difficoltà. 



Circa a metà percorso proprio in prossimità di un guado, un cartello indica cascata a sx - Brento diritto. La cascata  vale una breve deviazione. 









Il percorso continua a salire ma poi si appiana  e dopo un paio di guadi si giunge ad un nuovo cartello con frecce, che indica: a sx, Mulin Secco, m.490 a dx Brento.






Mulin Secco era, anch’esso un mulino del tipo sul torrente serviva i residenti Brentani. Ricordato fin dal 1372 quando il “Conte Ugolino Di Castello” lo vendette, insieme al paese di Brento, al Castello e alla chiesa ai Fiorentini per 2.500 fiorini d’oro. Aveva, una macina e una gualchiera per la lavorazione della lana.

Con “Mulin Secco”, Si intendeva un opificio non mosso dall’acqua ma da animali o braccia umane, che lavorava in zone dove mancava acqua e, forse, in passato ha avuto questa caratteristica.


Naturalmente poi, per proseguire verso Brento, si ritorna sui propri passi e, giunti al cartello, si sale a destra, indicazione Brento.

Il sentiero prosegue in salita e, in circa 30 minuti, porta alla strada vicinale, nonchè sentiero n. 1, che perviene da San Pellegrino.

 


Si va a sinistra e, in 10 minuti, si giunge a Brento. 






Per il ritorno alle auto che permette di percorrere un giro ad anello; uscendo dal borgo si va a destra e si segue la strada ex mulattiera che perviene da San pellegrino, in circa quaranta minuti, conduce a Piazzola Brentana, dove si sono lasciate le auto. 

Tempo ore 3 + soste disl. m.380.


Chiesa dedicata a San Biagio.




















 

lunedì 14 gennaio 2019

Rinascita di Brento Sanico



La signora Anna Boschi a Brento



Firenzuola. Viaggio nel Borgo di Brento Sanico: dimenticato dalle istituzioni / FOTO

 
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Ormai è disabitato dagli anni Sessanta, si tratta del Borgo di Brento Sanico di Firenzuola. Abbandonato dalle istituzioni, c’è chi sogna la rinascita di questo gioiello incastonato nell’Appennino Tosco-Romagnolo. Ne abbiamo parlato con Anna Boschi che da anni lavora per dare nuova luce al Borgo.












Anna Boschi lei è di Ravenna quando ha conosciuto questo luogo?“Sono una guida escursionistica (anche se oggi sono meno impegnata). Per la prima volta sono passata con il mio compagno nel 1998, allora il Borgo era messo abbastanza  bene”.
Poi quando è tornata?“Il 13 aprile 2016 volevo vedere come era rimasto, mi sono ritrovata davanti a una foresta vergine dove passavano solo cinghiali. Mi sono attivata con miei amici per liberarlo dalla vegetazione e ho contattato anche l’Uoei (Unione Operaia Escursionisti Italiani) di Faenza”.
Il gioiello del Borgo è la chiesa“Sì, la chiesa è medievale risale al 1445, all’interno ci sono affreschi unici e conservati bene.  Ho scoperto che la basilica era dell’istituto Diocesano per il sostentamento del clero di Firenze. Ho iniziato una corrispondenza con loro. Li ho incontrati a Firenze però mi hanno detto che avevano le mani legate”.
Poi cosa ha fatto?
“Ho scritto alla cassa di risparmio di Torino, alla delegazione Fai di Firenze. Ho incontrato il sindaco Scarpelli al quale ho portato le foto del Borgo. Nessuno ha fatto niente”
Alla fine però qualcuno le ha dato una mano“Si tratta di don Antonio Samorì di Faenza che aveva già recuperate altre chiese e monasteri nell’Appennino Tosco-Romagnolo, è venuto a vedere la chiesa. E ha dato i soldi per ristrutturare il tetto della chiesa, lo abbiamo fatto in pietra serena come vuole la tradizione firenzuolina”.
Adesso che succede?“Finché la soprintendenza non darà una risposta per fare i lavori (cioè costruire la cupola e il tetto dell’abside), adesso non possiamo fare niente”.
Ma non è finita qui giusto?“Le 6 case del Borgo sono andate all’asta il 13 dicembre 2018. Stiamo pulendo la vegetazione intorno alle abitazioni sperando che un giorno qualcuno torni ad abitare qui. L’ultimo abitante è andato via nel 1963. Tengo a precisare che siamo tutti volontaridai muratori fino a me stessa”.
Ha ulteriori sogni per Brento?“Mi piacerebbe fare un museo del Borgo e della sua storia in una delle case”.